Clima mite tutto l’anno, ottima cucina, paesaggi incantevoli e tanto mare: se non bastassero queste ragioni per amare l’Italia meridionale, ve ne diamo una in più. Con il bando Resto al Sud potrete trovare i giusti finanziamenti per aprire un bar, una caffetteria o una gelateria. Un vero e proprio trampolino di lancio per entrare con più facilità in un mercato consolidato.

Che cos’è Resto al Sud?

Resto al Sud è un finanziamento a fondo perduto per incentivare la nascita di nuove imprese nel Sud Italia promosso da Invitalia. Quest’ultima è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia. Gestisce tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le start-up innovative.

Chi può partecipare?

La novità del 2019 è l’estensione della partecipazione alle persone con un’età compresa fra i 18 e i 46 anni (e non più 35 anni). Possono richiedere i finanziamenti per aprire un bar di Resto al Sud i residenti in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Come si fa a richiedere il finanziamento?

Se si è in possesso di tutti i requisiti indicati sul sito, si può procedere con la presentazione del progetto esclusivamente per via telematica. È richiesta la firma digitale e una casella PEC, ovvero la posta elettronica certificata. Non c’è una scadenza temporale entro cui inviare il progetto, di cui sarà valutata la fattibilità.

Quali agevolazioni si possono ottenere?

Resto al Sud prevede due tipi di agevolazioni che possono arrivare a coprire anche il 100% dell’investimento effettuato per aprire il proprio bar:

  • un contributo a fondo perduto fino al 35% del programma di spesa;
  • un finanziamento bancario a tasso 0 fino al 65% della previsione di spesa, da restituire in 8 anni.

Quali spese sono riconosciute e coperte?

Molte delle spese fondamentali possono essere coperte dai finanziamenti per aprire un bar di Resto al Sud, come per esempio:

  • ristrutturazione dei locali;
  • acquisto di macchinari e attrezzatura professionale;
  • volture, utenze e spese burocratiche;
  • acquisto di materie prime.

Non possono invece essere coperti costi di personale e di progettazione.

Per maggiori approfondimenti su questo e altri punti visitate la pagina di Resto al Sud sul sito di Invitalia, dove potrete vedere il video tutorial, scaricare l’app e avere tutte le informazioni necessarie.

Non dimenticate che, al di là dei requisiti per partecipare a questo o altri bandi, ce ne sono altri imprescindibili per aprire un’attività nella ristorazione, come il controllo HACCP e SAAB.

Altre forme di finanziamenti per aprire un bar

Resto al Sud è solo una delle possibilità per chi vuole avviare una nuova attività nel campo della caffetteria e ristorazione, la stessa Invitalia prevede altre opportunità. Inoltre, a livello statale ogni anno viene aperto un bando per i finanziamenti indetto dal Ministero dello Sviluppo. A livello locale, i finanziamenti variano da regione in regione e di anno in anno, e vanno ricercati negli appositi canali (Portali regionali, Urp comunali e di Quartiere).

Il franchising è invece una formula da valutare per chi intende avvalersi di particolari agevolazioni, come forniture, allestimenti e offerta ma anche di royalties da riconoscere al brand. Una grande opportunità “chiavi in mano” e simile al franchising è la proposta Pic Nic di Techfood. Questa soluzione offre un allestimento completo e altamente professionale oltre che consulenza e contatti con i fornitori. In poco tempo, con budget e spazio limitato, si può avviare un’attività di ristorazione innovativa come ha fatto Carolina Casillo di Terni. Scoprite la sua storia.