Non è certo una novità che alcune caratteristiche del mondo della ristorazione possano risultare stressanti per i propri operatori, e che alcuni dei fenomeni ricorrenti in determinati ambiti professionali non abbiano beneficiato degli stravolgimenti che l’ultimo anno ha comportato.

Per meglio dare un nome alle cose, negli ultimi 20 anni si è definito e diffuso il concetto di stress lavoro correlato, diverso da quello già noto di burnout, che pur interessando in particolare i professionisti che hanno forti relazioni con il pubblico è una vera e propria patologia causata da un’eccessiva immedesimazione.

Lo stress lavoro correlato è invece una percezione di squilibrio causata dal contesto lavorativo (comunicazione, ruoli, rapporti) e dal contenuto del lavoro (orari, carenze infrastrutturali etc.) che a seconda dell’entità può sfociare in una serie di malesseri.

Una situazione così diffusa che dal gennaio 2011 per le aziende italiane è obbligatorio effettuare la valutazione dello stress lavoro correlato.

 

Il settore Horeca

Lo stress lavoro correlato riguarda anche il settore Horeca? La risposta è sì.

In un’intervista rilasciata a Fine Dining Lovers, il dottore in tecniche psicologiche David Pelusi spiega:
“Il rischio per chi lavora nel settore della ristorazione e dell’accoglienza è dato da alcuni fattori, che potremmo dire quasi da manuale. Prima di tutto gli orari lavorativi: chi lavora nel settore della ristorazione e dell’accoglienza lavora più di 10 ore al giorno. E più sale la responsabilità e più crescono le preoccupazioni. Ma non è tutto: a questo si aggiunge la necessità di relazionarsi e coordinare più persone. Chi lavora in cucina deve inoltre stare in spazi ristretti e sopportare spesso temperature elevate, che consideriamo fattori “oggettivi” di stress”.
Altre ricerche evidenziano anche problemi relativi alla presenza di periodi di picco del lavoro con orari imprevedibili, e la gestione dei feedback del cliente, che oggi avviene anche fuori dal turno attraverso le recensioni sui social.
A questo scenario si aggiungono le pesanti restrizioni dell’ultimo anno, che hanno determinato tagli del personale e a volte addirittura delle chiusure dell’attività.

Fatte queste doverose e delicate premesse, non perdiamoci d’animo: per fortuna c’è modo di intervenire in questa situazione!

stress lavoro correlato

I consigli dell’esperto

Abbiamo telefonato a Mattia Parizzi, responsabile sicurezza per OM.EN, ente che si occupa di formazione, sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare e molto altro. Vi ricordate? Avevamo già parlato con lui dello scenario del settore horeca durante la pandemia.
Ecco il suo commento e le sue indicazioni:

“Essere un lavoratore del settore ristorazione al tempo di una pandemia mondiale, che implica misure pesantemente restrittive in maniera precisa circa attività commerciali del settore HO.RE.CA. può comportare un accumularsi di fattori di stress, oggettivi e soggettivi, che possono confluire in patologie serie dal punto di vista psicologico, incidenti sia a livello lavorativo che nella propria vita privata.”

Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) riconosce la pericolosità dello Stress lavoro correlato e lo include tra i rischi da valutare e da eliminare per tutelare la salute psicofisica dei lavoratori. Tra le buone pratiche che possono essere introdotte nella nostra attività, grazie a figure che operano ai fini della prevenzione, anche l’Inail ha sviluppato una proposta metodologica per la gestione e valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

“LA METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO” elaborata dall’Inail, aggiornata all’anno 2017, è un percorso sistematico, frutto di esperienze di ricerca, che permette al datore di lavoro, attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le figure della prevenzione, di gestire il rischio stress lavoro correlato al pari di tutti gli altri rischi previsti dalla vigente normativa, in maniera integrata, nell’ottica della semplicità ma, al tempo stesso, del rigore metodologico anche attraverso l’utilizzo di strumenti validati. In definitiva, si evince come il trend degli indicatori rispondenti ad un aggravamento della condizione da stress lavoro correlato sia in aumento nel settore ristorativo, e occorre quindi adottare le adeguate misure di prevenzione, protezione e piani di monitoraggio necessari alla gestione ed ottimizzazione della problematica nell’ottica del continuo miglioramento e ovviamente di preservare la salute del lavoratore e la produttività.”

Nel nostro lavoro siamo abituati alle sfide, e lo amiamo proprio per questo.
E anche se adesso sono tante le preoccupazioni, prendiamoci del tempo per valutare, comunicare con i collaboratori, monitorare la situazione e chiedere aiuto a professionisti, se necessario.
Da parte nostra ci mettiamo a disposizione per illustrarvi le nostre soluzioni: non esitate a contattarci per una consulenza gratuita.