Dopo l’ultimo Dpcm Conte aveva assicurato un provvedimento economico per gli esercenti costretti alla chiusura parziale o totale, ora finalmente il decreto ristori è approvato. Con 32 articoli il documento prevede una serie di interventi doverosi in tempi record con 5,4 miliardi di indebitamento netto.

“È una misura rapida, efficace ed efficiente – evidenzia il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli – ed è necessario trovare subito la modalità di intervenire con ristori che non arrivassero tra qualche mese”. Per questo “i contributi a fondo perduto arriveranno direttamente sul conto corrente delle categorie interessate con bonifico dell’Agenzia delle entrate” spiega il premier Conte.

Chi può accedere alle risorse?

Possono godere dei ristori a fondo perduto i titolari di partita Iva che svolgono attività sospese dal nuovo decreto di ottobre. Il contributo viene accreditato direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti, l’ammontare non può superare 150.000 mila euro. Possono riceverlo:

  • i soggetti che hanno già richiesto un supporto dopo il decreto Rilancio di maggio;
  • e anche le aziende con fatturato annuo superiore ai 5 milioni di euro.

Sono esclusi dal sussidio, invece, le partite Iva aperte dopo il 25 ottobre e chi ha già cessato l’attività prima di questa data.

Quanto ammonta l’aiuto?

Bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi e case vacanze riceveranno il 150% rispetto al decreto Rilancio. Per esempio, un piccolo bar che a maggio aveva ricevuto 2mila euro ora ne prenderà 3mila. Il 200% di quanto già ricevuto andrà invece a ristoranti. Un grande ristorante, che col dl Rilancio aveva avuto 13mila euro, ora ne prenderà 26 mila.

Il decreto ristori prevede anche:

  • la proroga per i mesi di ottobre, novembre e dicembre dello sconto sulle imposte pari al 60% dei canoni di affitto degli immobili a uso non abitativo e del 30% dei canoni per affitto d’azienda.
  • la sospensione a novembre dei contributi per i lavoratori delle aziende interessate;
  • il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021;
  • due nuove mensilità di reddito di emergenza;
  • l’abolizione del versamento della seconda rata dell’Imu;
  • la proroga al 30 novembre 2020 del termine per la presentazione del modello 770.

Come richiedere l’indennizzo?

Sul sito dell’Inps trovate la sezione dedicata ai servizi di assistenza emanati per fronteggiare le ricadute economiche e sociali della pandemia. Il percorso da fare per richiedere i ristori è il medesimo del decreto rilancio, solo che in questo caso si potranno percorrere due strade:

  1. a chi ha già richiesto l’indennizzo a maggio il bonifico arriverà in automatico sul conto corrente da parte dell’agenzia delle Entrate entro il 15 novembre;
  2. a chi, invece, chiede aiuto economico per la prima volta l’Agenzia riaprirà il canale per le istanze e il ristoro arriverà entro la metà di dicembre.

Cosa dicono i protagonisti horeca?

Gli ultimi giorni hanno visto baristi, camerieri, gestori di locali scendere in piazza per protestare contro la chiusura anticipata alle 18:00. Tanti sono i pareri degli operatori del settore, tutti concordanti sulla poca lungimiranza del Governo.

Abbiamo chiesto a Pedro Matos Maceli, conosciuto sui social come Il Barista Incazzato, cosa ne pensa della situazione. Ogni giorno si confronta online con i baristi di tutta Italia e ci sembrava la figura giusta per rappresentare la categoria:

«C’è un accanimento verso il settore ristorazione con misure sempre più restrittive. Ci hanno obbligato a ridurre i coperti, a mantenere le distanze, a registrare i clienti, poi di nuovo ad anticipare la chiusura. Siamo disposti a sacrificarci per la salute di tutti, ma vorremmo delle tutele e lungimiranza dal Governo. Abbiamo sopportato un primo lockdown, un secondo sarebbe insostenibile per molti esercenti. Si rischia di veder scomparire un settore, la filiera della ristorazione. Dai produttori alimentari a noi baristi che serviamo cibo e bevande.»

Per fronteggiare la chiusura anticipata Il Barista Incazzato fa affidamento ai dispenser Squeezita, prodotti da Italian Food Factory in collaborazione con Techfood. 


Gli erogatori di creme e marmellata consentono di:

  • farcire sul momento cornetti e brioches per la colazione;
  • evitare rimanenze giornaliere grazie alla preparazione su richiesta;
  • ampliare l’offerta di paste per rendere esclusiva la colazione del bar.

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