Come tutti sappiamo fra pochi giorni ricorre la Giornata internazionale della donna, un importante momento di riflessione sociale, soprattutto quest’anno che verranno a mancarne gli aspetti più commerciali.
Quale migliore occasione dunque per parlare di donne imprenditrici?

Nel settore Horeca non mancano di certo gli esempi. Vi ricordate la storia di Flavia e del suo libro sul cake design o di Anna e della sua pizzeria gourmet?

Oggi ve ne raccontiamo un’altra: abbiamo intervistato Claudia, titolare di Oui la crêpe.

Dove si trova la sua attività? Il nome ci fa pensare alla Francia!

Il nome è sicuramente un omaggio alla Francia ma ci troviamo a Iglesias, in Sardegna, nella zona pedonale del centro storico. Questa posizione mi fa lavorare molto soprattutto d’estate, ed effettivamente molti turisti francesi si fermano!

Da quanto tempo esiste Oui la crêpe?

A fine agosto saranno 5 anni. Questo significa che, superato il celebre scoglio dei 3 anni che si dice corrisponda alla fase di startup di un’attività, nel mio quarto anno di apertura mi sono trovata alle prese con l’emergenza covid19 e tutto quello che ne è conseguito. 

Cosa significa essere una delle donne imprenditrici nella ristorazione?

Ho sempre lavorato come dipendente in varie attività del settore ma mettermi in proprio era il mio grande sogno, mi piace molto il contatto col pubblico e l’idea di poter gestire in autonomia qualcosa di mio. Non l’ho realizzato da giovanissima ma proprio per questo ho avuto modo di fare esperienza e capire che dovevo partire con qualcosa di piccolo.
Oui la crêpe ha 20 coperti, e oltre che la qualità dei prodotti ho curato molto l’ambiente che è accogliente, con uno stile molto riconoscibile; forse per questo viene apprezzato soprattutto dalla clientela femminile, di tutte le età.
Certo, con l’asporto abbiamo un po’ perso questo aspetto, era un locale in cui le persone amavano passare piacevolmente del tempo.


Come ha conosciuto Techfood?

In fase di apertura dovevo chiaramente acquistare delle crêpiere e il progettista che mi seguiva mi ha consigliato Techfood.
Rispetto ad altri prodotti simili che ho provato è la crêpes migliore, e ne ho continua conferma dal riscontro della clientela: considerando che le crêpes dolci e salate farcite con prodotti preparati da me sono il mio core business, mi sono convinta in fretta.
In questo periodo di asporto le preparo anche da passeggio, di dimensione un po’ più piccola.

Faccio anche torte, biscotti e muffins da accompagnare a caffetteria e cioccolate calde, ma credo che l’offerta debba essere specializzata per tenere alta la qualità. 

Quale delle nostre soluzioni per crêpes ha?

Ho la piastra Rondò Unika.
Il sistema è molto pratico, soprattutto per me che lavoro da sola: non c’è bisogno di girare la crêpe, quindi io nel frattempo posso fare altro!
E a distanza di 5 anni la macchina va ancora benissimo, le piastre si possono sostituire se usurate e per il resto le  prestazioni sono sempre ottime.
Grazie a Techfood poi mi si è aperto il mondo dei waffle, che preparo con la stessa attrezzatura!

Che consiglio vuole dare ai suoi colleghi e in particolare alle sue colleghe?

Anche se può essere complicato, soprattutto se oltre all’attività si hanno figli da seguire, ne vale assolutamente la pena. Ci vuole qualche anno per rientrare dall’investimento, chiaro, ma con le giuste soluzioni come quelle proposte da Techfood si possono tenere sotto controllo le spese di gestione.
E anche se ci troviamo in questo momento difficile io dico di resistere e tenere duro, perché passerà. Mai arrendersi! 

Queste belle storie di donne imprenditrici nel settore horeca ci possono essere di grande ispirazione in un momento come questo fra chiusure, riaperture parziali e continui ripensamenti.
Che siate in zona bianca, gialla, arancione o rossa, ecco alcune idee per la Giornata internazionale della donna che potrete proporre anche in versione asporto e delivery.