Con il susseguirsi di decreti relativi al contenimento della diffusione del Covid-19 il settore della ristorazione ha dovuto temporaneamente fermarsi, come molte altre attività produttive. Sono tante le conseguenze che questa misura necessaria comporta e tanti gli aspetti da dover gestire.
Avrete insomma un bel da fare anche durante questa chiusura, che speriamo sia il più breve possibile: molta burocrazia tra cui districarsi, oltre che alcuni possibili spunti per rendere questo momento comunque fruttuoso. In questo articolo ci concentriamo sulla gestione del personale e sui diversi tipi di ammortizzatore sociale che possono essere richiesti.

Quale ammortizzatore sociale?

Il 16 marzo è stato approvato il decreto Cura Italia con le misure economiche e i 25 miliardi stanziati per fronteggiare il lockdown delle attività produttive non essenziali.
Il provvedimento stanzia fondi per diverse esigenze finanziarie. Più di 10 miliardi di euro andranno al sostegno all’occupazione per la difesa del reddito e del lavoro, estendendo diversi tipi di supporto a lavoratori dipendenti, autonomi, stagionali e altre forme di lavoro.

Se vi state chiedendo quale tipo di ammortizzatore sociale è possibile richiedere nel settore ristorazione, sono due quelli per cui i datori di lavoro possono presentare domanda: il FIS (Fondo integrazione salariale) e la Cassa integrazione in deroga.

Fondo d’Integrazione Salariale

Il FIS è un fondo obbligatorio per tutti i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Si avvale di due tipi di assegno: ordinario e di solidarietà, a seconda che l’azienda abbia o meno la possibilità di continuare a lavorare seppur in maniera ridotta.

Cassa Integrazione
Se si hanno meno di 5 dipendenti si può invece richiedere la Cassa integrazione in Deroga (vale anche per le aziende da 5 a 15 dipendenti che hanno avuto una riduzione di attività superiore al 60%).

ammortizzatore sociale

Come attivarlo?

In entrambi i casi l’azienda eroga lo stipendio al lavoratore e l’INPS farà il conguaglio contributivo a favore del datore di lavoro. Ciascun ammortizzatore sociale può essere attivato anche retroattivamente a partire dal 23 febbraio e fino al 30 agosto, con una durata massima di 9 settimane. Scegliamo quindi con cura il periodo migliore per noi.

L’emergenza Covid ha semplificato questi strumenti in più modi:

  • non fanno cumulo con altre eventuali richieste passate o future di ammortizzatori sociali;
  • i presenti ammortizzatori sociali non hanno alcun costo per l’azienda;
  • ne possono godere anche i lavoratori neoassunti (che di solito sono invece esclusi dalle misure di integrazione salariale);
  • non vi è obbligo di comunicazione preventiva ai sindacati circa le cause, l’entità, la durata prevedibile e il numero di lavoratori interessati. Andrà però fatta una breve comunicazione tramite pec alle principali sigle;
  • la pratica INPS può essere aperta entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione.

Poiché al momento i fondi per la Cassa Integrazione in deroga sono stati stanziati dalle Regioni, fate sempre riferimento alla vostra e alle relative ordinanze.

ammortizzatore sociale

Cosa serve per attivare un ammortizzatore sociale?

Per avere accesso a questi strumenti occorre avere pronti questi tre elementi.
Consigliamo di averli pronti comunque, perché probabilmente utili anche in caso di rettifiche o di introduzione di nuove forme di ammortizzatore sociale:

1. screening dimensionale dell’attività con riferimento ai 6 mesi precedenti la sospensione e con riferimento alle unità. C’è differenza tra lavoratori part time, full time, stagionali etc. che vengono conteggiati diversamente. La prima cosa fondamentale da fare per sapere a quale ammortizzatore sociale si ha diritto è calcolare correttamente le proprie unità lavorative.

Nel computo dobbiamo considerare i lavoratori di qualunque qualifica compresi gli apprendisti; sono invece esclusi stagisti e amministratori. Se il socio lavoratore ha un cedolino e versa contributi all’INPS, può accedere agli indennizzi come gli altri lavoratori dipendenti.

2. date di assunzione e relativa documentazione che il vostro consulente del lavoro vi aiuterà a reperire;

3. calcolo ferie/permessi/rol. È probabile che prima di accedere a qualsiasi ammortizzatore sociale vi venga richiesto di esaurire le ferie e i permessi ai lavoratori. Infatti anche la Fipe sul proprio sito ricorda innanzitutto l’utilizzo degli strumenti di flessibilità contrattuale individuale, ovvero ferie, permessi retribuiti e distribuzione multi periodale dell’orario di lavoro.

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Altre risorse

Probabilmente avete molte altre domande sull’ammortizzatore sociale più adatto alla vostra situazione. Se avviate l’attività di delivery riducendo le ore di lavoro, per esempio, potrete comunque richiedere gli ammortizzatori sociali; in questo caso l’indennizzo verrà riparametrato alla riduzione dell’orario lavorativo.

Quando vi cimenterete con questo nuovo servizio, adottate tutte le cautele necessarie per salvaguardare la salute di dipendenti e clienti. Assicuratevi inoltre di utilizzare materiali (vaschette, stoviglie compostabili) che abbiano la dichiarazione di conformità per la categoria MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti), valida a livello europeo. È possibile reperire maggiori informazioni sui MOCA sul sito web della Commissione europea, dove sono presenti anche i collegamenti alla normativa di riferimento.

Siamo arrivati alla fine di questo articolo piuttosto tecnico, e quindi vi proponiamo un’attività diversa per i prossimi giorni di lockdown: approfittatene per calcolare il food cost per ottimizzare le spese. Se il risultato non vi soddisfa, contattateci per una consulenza gratuita sulle nostre soluzioni innovative adatte ad ogni tipo di locale.