Qual è il futuro della ristorazione post-coronavirus? È una domanda a cui è ancora difficile rispondere con certezza, ma sicuramente un trend in crescita che potrebbe ridefinire il settore horeca sono le dark kitchen. Conseguenza dell’ascesa del delivery negli ultimi mesi e della digitalizzazione dei locali, la dark kitchen è una forma di ristorazione chiusa che offre esclusivamente un servizio di consegna a domicilio. Nessun servizio al banco o al tavolo, nessun cliente nel locale: cambia l’esperienza di consumo, gli spazi e i costi della ristorazione. Vediamo come.

Cosa differenzia una dark kitchen da un asporto classico?

Se considerata come format di ristorazione senza sala, una dark kitchen potrebbe essere confusa con il classico asporto che non offre servizio al tavolo. Tuttavia è molto di più, perché prevede una forte digitalizzazione nella gestione degli ordini e del locale stesso. Le tipologie sono tante e oltre all’autentica dark kitchen, possono rientrare in questo modello di business:

  • il locale già esistente che offre un menu su piattaforma di delivery oppure curando direttamente la consegna a domicilio;
  • la tavola-calda che offre pranzi di lavoro e può aprire la sera la cucina solo per delivery.
consegna a domicilio

Siamo pronti a una nuova esperienza di consumo?

Le forme di business appena citate non considerano la clientela in sala, ma siamo sicuri che il pubblico sia disposto a un’esperienza così innovativa? I nuovi trend fanno pensare che si stiano formando nuove modalità di consumo conviviale che si accostano a quella tradizionale nei ristoranti. Ciò non vuol dire che i luoghi fisici andranno a svuotarsi, ma che con delivery e asporto ben ottimizzati si possa raggiungere ancora più un pubblico e in modo più trasversale. 

Da una recente analisi di medium.com quasi il 60% delle persone intervistate ordina con consegna a casa. Di questi, il 55% afferma di ordinare meno di 1 volta a settimana e il 36% almeno una volta a settimana. Ordinare via piattaforma di delivery è l’azione più comune, seguono poi i social network e i canali ufficiali. Sono dati interessanti che mostrano come le abitudini siano cambiate e si possano intercettare target specifici per aumentare le vendite.

Il Millennial nativo digitale è il tipico ordinatore entusiasta della consegna a casa. Dal momento che il ristorante come luogo sociale viene meno, è importante focalizzarsi sulla qualità di piatti e servizio. Per i cari Millennial potreste studiare un menu in base ai loro gusti, consentendo di ottimizzare anche il food cost. Se gli hamburger funzionano più dei primi, per esempio, concentratevi sulla diversificazione della sezione burger e panini, lasciando pasta e risotto ad altri locali.

Nel decretare l’offerta migliore vi saranno utilissimi i dati raccolti dagli ordini online, e qui infatti si può godere della vera ricchezza di un business digitalizzato. Le preferenze dei clienti vengono raccolte ed è possibile capire quali siano i piatti più amati, da chi e in che periodo dell’anno.

Cosa cambia in termini di costi e spazi del locale?

I ristoranti classici sono solitamente composti da cucina e sala, in cui ruotano il ristoratore e il personale. Con l’adozione del format dark kitchen, invece, cambia l’organizzazione degli spazi, che si fa ristretta e funzionale, e quella dei ruoli, che diventa più snella

Non c’è più bisogno di qualcuno che prenda la comanda o che stia in cassa, perché l’ordinazione e il pagamento via app velocizza il processo di acquisto. E senza tavoli da servire, non c’è nemmeno più bisogno di camerieri e lavapiatti. Per questo sono una soluzione di business ideale per chi vuole iniziare a fare ristorazione senza costi di personale.

Evitare l’accesso del pubblico e la somministrazione in sala, in questo particolare momento storico, vuol dire anche limitare le ingenti spese per la sanificazione dei locali. Per non parlare degli affitti, che crescono esponenzialmente con l’aumento dei metri quadri dell’attività.

Come impostare una dark kitchen efficiente?

L’idea alla base delle dark kitchen è l’ottimizzazione. I locali di dimensione inferiore vengono attrezzati in modo efficiente e con un numero di persone in cucina limitato, talvolta singolo. Tutte esigenze che i forni della linea Combi sanno soddisfare perché garantiscono un servizio delivery eccellente.

La semplicità d’uso non richiede personale specializzato e permette di preparare qualsiasi tipo di piatto in pochissimo tempo. Per esempio, burger e patatine fritte senza olio in soli  90 secondi.

Le dimensioni ridotte consentono di creare una postazione chef anche nelle cucine più piccole e l’impianto di areazione interna alla macchina consente di utilizzarla anche in assenza di canna fumaria.

Scoprite tutti i dettagli sui tre forni della linea Combi.